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Ocse migliora le stime dell'Europa, stabili per l'Italia

Pubblicato il 13/03/2018 alle ore 11:28:49

 

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Parigi, 13 mar - La crescita nell'area euro - scrivono gli economisti dell'Ocse - 'restera' robusta e con basi ampie. Le politiche monetarie e fiscali accomodanti, il miglioramento del mercato del lavoro e gli alti livelli di fiducia di imprese e consumatori stanno dando slancio alla domanda' e anche gli investimenti forniscono maggiore sostegno. La crescita restera' 'solida in Germania, aiutata dall'ulteriore allentamento fiscale previsto per il 2018-19 e in Francia, grazie all'impatto delle recenti riforme, ma manterra' un ritmo piu' moderato in Italia'. Quanto agli Usa, nel loro insieme le misure fiscali potrebbero aggiungere tra 0,50 e 0,75 punti percentuali alla crescita del Pil americano quest'anno e il prossimo, con "modesti benefici" anche per altre economie, in particolare quelle del Messico e del Canada. Le preoccupazioni per la stabilita' finanziaria a livello globale - spiega l'Ocse - 'nascono dagli ancor bassi spread sul rischio di credito e gli elevati livelli di debito privato e pubblico in molti Paesi'. Questi ultimi 'potrebbero amplificare l'impatto di un'ulteriore correzione nei prezzi di Borsa e nei rendimenti dei bond, con un maggiore rischio di insolvenze, un maggiore peso del servizio del debito e una riduzione delle spese del settore privato'. Sul fronte della politica monetaria, il rapporto rileva che 'una graduale normalizzazione e' necessaria nei principali Paesi, ma a livelli diversi di riflesso alle diverse prospettive di crescita, di inflazione e degli sviluppi sui mercati finanziari'. Negli Usa la Federal Reserve dovrebbe continuare ad aumentare i tassi gradualmente e andare avanti con la riduzione del suo bilancio. Lo stimolo fiscale attuato nel 2018-19 probabilmente portera' ad accelerare il cammino dei tassi ufficiali, con il limite superiore del target per i Federal Funds al 3,25% entro la fine del 2019. Nell'area euro la ripresa dell'inflazione reale ed attesa dovrebbe permettere alla Bce di ridurre gradualmente gli acquisti di asset quest'anno e poi archiviare gradualmente la politica dei tassi d'interesse negativi. Infine, l'Ocse non manca di sottolineare le perduranti cicatrici della crisi: 'le prospettive di crescita di medio termine restano piu' deboli rispetto all'ante-crisi, di riflesso all'andamento demografico meno favorevole e a un decennio di investimenti e produttivita' sotto la norma'.

 

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