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Carige: nuovo socio ma non basta per risollevare le quotazioni

Pubblicato il 16/02/2018 alle ore 12:11:05

Il nuovo socio è un nome noto presso la comunità finanziaria (aveva una quota in Popolare di Milano) ma questo non è bastato, per il momento, a stabilizzare il titolo. Ovviamente, è necessario tenere sotto controllo le quotazioni per più giorni prima di esprime un giudizio ma abbiamo la netta sensazione, come abbiamo letto nei vari commenti, che serva di più di un nuovo socio. Serve un miglioramento dei dati di bilancio, dopo quelli deboli (e non poteva essere altrimenti) del 2017, e l'avvio di una possibile alleanza, o fusione, con altra banca. Ovviamente, la seconda dipende dalla prima ma è evidente che il trend del titolo darà una chiara indicazione su cosa potrebbe accadere a breve. Per il momento, bisogna solo "volare bassi" e attendere tempi migliori. 


Capital Investment Trust, attraverso le sue controllate Pop12 e Time & Life, ha acquisito 3 miliardi di azioni di Banca Carige, pari al 5,428% del capitale. "Sono convinto non solo che la Banca abbia un grande potenziale e quindi possa essere un'opportunità di investimento per noi, ma anche che in Italia si stia aprendo uno scenario di ripresa che la comunità finanziaria internazionale non può che guardare con interesse" ha commentato Raffaele Mincione, presidente di Time & Life.

"Sebbene da 35 anni viva fuori dall'Italia - prosegue Mincione - questo rimane il mio Paese e sono orgoglioso di poter continuare ad investire qui. Carige è una banca storica, molto radicata sul territorio, sebbene ora si trovi in una fase complessa".
Mincione, attraverso la società Athena Capital, era stato in passato primo azionista di Bpm, quando l'istituto milanese era ancora una cooperative e prima che si fondesse con il Banco Popolare. L'ingresso del finanziere italiano con base a Londra infittisce una compagine sociale variegata, composta già dalla famiglia Malacalza, dall'imprenditore petrolifero Gabriele Volpi, dalla Sga (la società controllata dal tesoro che dovrà recuperare miliardi di crediti deteriorati delle banche venete), dal Credito Fondiario, solo per citare i soggetti con le quote più significative.

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