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Banca d'Italia: Pil 2017 a 1.5%, 1.4% nel 2018

Pubblicato il 19/01/2018 alle ore 15:15:26

L'economia globale resta solida

L'espansione dell'attività economica mondiale resta solida e diffusa; permane, tuttavia, la generale debolezza di fondo dell'inflazione. Le prospettive di crescita a breve termine sono favorevoli.

Nell'area dell'euro si rafforza la crescita; l'inflazione è debole

Nell'area dell'euro le prospettive di crescita sono ancora migliorate. Secondo l'ultimo quadro previsivo elaborato dall'Eurosistema il prodotto si espanderebbe del 2,3 per cento nell'anno in corso. Sono del tutto rientrate le aspettative di deflazione, ma l'inflazione rimane bassa, pari all'1,4 per cento in dicembre; resta debole la componente di fondo, frenata dalla crescita salariale ancora moderata in molte economie dell'area. Il Consiglio direttivo della BCE ha ricalibrato gli strumenti di politica monetaria, preservando però, anche in prospettiva, condizioni monetarie molto espansive, che restano necessarie per un ritorno durevole dell'inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento.

L'espansione dell'economia italiana si consolida

In Italia, secondo le nostre stime, nel quarto trimestre dello scorso anno il PIL sarebbe cresciuto attorno allo 0,4 per cento; si conferma la tendenza favorevole, ma ancora inferiore alla media europea, degli ultimi trimestri. L'aumento avrebbe interessato i servizi e l'industria in senso stretto. I sondaggi segnalano un ritorno della fiducia delle imprese ai livelli precedenti la recessione; indicano inoltre condizioni favorevoli per l'accumulazione di capitale. Queste valutazioni sono confermate dall'accelerazione della spesa per investimenti osservata nella seconda parte dell'anno.

Salgono le esportazioni e rimane elevato il surplus con l'estero

Le esportazioni sono cresciute nel terzo trimestre del 2017; anche i giudizi delle imprese sull'andamento degli ordini dall'estero sono favorevoli. L'avanzo di conto corrente si mantiene su livelli elevati, pari al 2,8 per cento del PIL nei quattro trimestri terminanti in settembre; l'avanzo contribuisce al miglioramento della posizione debitoria netta del Paese, scesa al 7,8 per cento del prodotto.

L'occupazione aumenta

L'occupazione ha continuato ad aumentare sia nel terzo trimestre sia, secondo le indicazioni congiunturali più recenti, negli ultimi mesi dello scorso anno; sono cresciute anche le ore lavorate per occupato. Queste si mantengono tuttavia ancora al di sotto dei livelli pre-crisi. Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro il tasso di disoccupazione si è collocato all'11,0 per cento in novembre. La dinamica salariale resta moderata anche se, sulla base dei contratti di lavoro rinnovati nella seconda metà dello scorso anno, mostra alcuni segnali di ripresa.

L'inflazione è ancora contenuta

Nonostante un recupero dei prezzi all'origine, l'inflazione al consumo in Italia rimane debole, all'1,0 per cento in dicembre; quella di fondo si colloca su valori molto bassi, allo 0,5. Secondo le indagini le attese di inflazione delle imprese sono contenute, pur se superiori ai minimi toccati alla fine del 2016. Le aziende intervistate prevedono incrementi dei loro listini poco sopra l'1 per cento nell'anno in corso.

Prosegue l'espansione del credito al settore privato…

La crescita dei prestiti alle famiglie è vivace; aumentano anche i finanziamenti alle imprese, soprattutto a quelle manifatturiere. A limitare la domanda di credito bancario da parte delle aziende concorrono l'ampia disponibilità di risorse interne e il maggior ricorso all'emissione di obbligazioni.

…e il miglioramento della qualità del credito

La qualità del credito bancario continua a migliorare, favorita dal consolidamento della crescita. Il flusso di nuovi crediti deteriorati in proporzione ai finanziamenti è sceso all'1,7 per cento, al di sotto dei livelli registrati prima della crisi globale; l'incidenza della consistenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti è diminuita (per i gruppi significativi dall'8,2 al 7,8 per cento al netto delle rettifiche di valore), in larga parte per effetto della conclusione di operazioni di cessione di sofferenze. I coefficienti patrimoniali delle banche si sono rafforzati.

Le proiezioni indicano una prosecuzione della crescita in Italia…

Questo Bollettino presenta le nuove proiezioni per l'economia italiana nel triennio 2018-2020. Il PIL, che nel 2017 sarebbe aumentato dell'1,5 per cento (sulla base dei dati trimestrali corretti per il numero di giornate lavorative; 1,4 escludendo tale correzione), crescerebbe dell'1,4 per cento nell'anno in corso, dell'1,2 nel 2019-2020. L'attività economica sarebbe trainata principalmente dalla domanda interna.

…e una moderata ripresa dell'inflazione…

L'inflazione scenderebbe temporaneamente quest'anno e tornerebbe poi a salire in modo graduale. La proiezione di una flessione nel 2018 (all'1,1 per cento in media d'anno) è riconducibile soprattutto all'esaurirsi dell'effetto del rincaro dei beni energetici e alimentari avvenuto all'inizio del 2017. Nel prossimo biennio i prezzi tornerebbero a salire dell'1,5 per cento in media annua, riflettendo un progressivo rafforzamento della crescita delle retribuzioni.

…sostenuta dalle politiche economiche

Questo quadro presuppone condizioni finanziarie ancora accomodanti, con un aggiustamento molto graduale dei tassi di interesse a breve e a lungo termine, condizioni ordinate sui mercati dei titoli di Stato e criteri di offerta di credito relativamente distesi. Nel complesso l'andamento del prodotto continuerebbe a dipendere dal sostegno delle politiche economiche espansive, ma in misura minore rispetto al passato.

I rischi derivano dal contesto globale

Tra i rischi che gravano su questo scenario restano rilevanti quelli che provengono dal contesto internazionale e dall'andamento dei mercati finanziari. Inasprimenti delle tensioni globali o una maggiore incertezza circa le politiche economiche nelle diverse aree potrebbero tradursi in aumenti della volatilità dei mercati finanziari e dei premi per il rischio, ripercuotendosi negativamente sull'economia dell'area dell'euro.

Tra i rischi di origine interna, rispetto agli ultimi scenari previsivi, si sono ridotti quelli connessi con la debolezza del sistema creditizio e con un possibile acuirsi dell'incertezza di famiglie e imprese sull'intensità della ripresa in atto. Il quadro qui delineato dipende però dal proseguimento di politiche economiche in grado, da un lato, di favorire la crescita dell'economia nel lungo termine, sostenendo le scelte di investimento e di consumo e, dall'altro, di assicurare credibilità al percorso di riduzione del debito pubblico, sfruttando il momento favorevole dell'economia globale.

 

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bollettino-economico/2018-1/index.html

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