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Oggi parte Brexit

Pubblicato il 19/06/2017 alle ore 11:09:34

Brexit parte tardi e male. Può arrivare peggio. Per evitarlo occorre far maturare il nuovo rapporto fra Unione Europea e Regno Unito senza conti alla rovescia. Uscire sbattendo la porta di Bruxelles può essere disastroso per i britannici; chi è causa del suo mal pianga se stesso. È però nell' interesse dell' Ue gettare basi sane delle future relazioni attraverso la Manica sulle macerie di Brexit. Le acque della globalizzazione sono agitate; sull' Atlantico spirano venti contrari all' Europa su commercio internazionale, cambiamenti climatici, Iran, bilanci difesa. Vogliamo Londra come partner o come rivale? Elementare, direbbe Sherlock Holmes.

 

La lista delle mine economico-industriali vaganti, nonché degli interessi e posti di lavoro a rischio, è infinita. Chi farà le ispezioni alle centrali nucleari britanniche dopo l' abbandono di Euratom? Che fine faranno le catene di produzione che attraversano l'Europa, come quella di Leonardo, secondo investitore straniero nell' industria difesa del Regno Unito?

 

Nissan e Toyota producono nel Regno Unito per i 500 milioni del mercato Ue. Che assorbe quasi la metà (48%) delle esportazioni britanniche. L'Ue fornisce il 55% delle importazioni. Uk è il quarto Paese di destinazione delle esportazioni italiane (5.4% nel 2016); il terzo di quelle tedesche (7,1%). Ryanair ha avvisato Londra: o trova rapidamente un' intesa bilaterale con l' Ue o Brexit la lascerà fuori da «Open Skies», senza voli da e per il Regno Unito a partire da marzo 2019. Banche e società finanziarie si domandano se rimanere nella capitale britannica o emigrare sul continente. E così via.

 

Tardi. Il bagaglio di carne al fuoco è enorme. Il negoziato Brexit inizia oggi a Bruxelles, esattamente un anno dopo il referendum britannico (23 giugno): dodici mesi di riscaldamento per portarsi ai blocchi di partenza. Il Regno Unito si accorge adesso che la preparazione atletica è sbagliata; spera di mettersi a regime in corso d'opera. Pensare che il groviglio che lega Londra all'Ue possa essere armoniosamente sciolto, e rimpiazzato, nei prossimi 21 mesi è una pericolosa illusione.

 

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