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Bce: livelli pre Covid solo nel secondo semestre 2022

Pubblicato il 24/09/2020 alle ore 11:26:44

 

In prospettiva, si prevede che il recupero dell’attività economica dell’area dell’euro continui nel prosieguo del 2020, a condizione che non si verifichi una forte recrudescenza della pandemia. Nel terzo trimestre si prevede una ripresa dell’attività nell’area dell’euro dell’8,4 per cento.
La proiezione dello scenario di base si basa sull’ipotesi di fondo di un parziale successo nel contenimento del virus, con una certa recrudescenza dei contagi nei prossimi trimestri che giustificherà la prosecuzione delle misure di contenimento, anche se meno rigide rispetto alla prima ondata, fino a quando non sarà disponibile una soluzione medica entro la metà del 2021.
Si prevede che tali misure di contenimento, unitamente all’elevata incertezza e al peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro, continuino a gravare sull’offerta e sulla domanda. Tuttavia, il considerevole sostegno fornito dalle politiche monetarie, di bilancio e del lavoro, tutte rafforzate dopo le proiezioni formulate dagli esperti dell’Eurosistema nel giugno 2020, dovrebbe preservare i redditi e limitare le ripercussioni economiche che potrebbero registrarsi dopo la risoluzione della crisi sanitaria.
Si presume inoltre che tali politiche riescano a evitare ampi canali di amplificazione finanziaria. Sulla base di queste ipotesi, si prevede che il PIL in termini reali dell’area dell’euro diminuisca dell’8 per cento nel 2020, per poi risalire del 5,0 per cento nel 2021 e del 3,2 nel 2022. Alla fine dell’orizzonte di proiezione il PIL in termini reali sarebbe inferiore del 3½ per cento rispetto al livello previsto nelle proiezioni formulate dagli esperti dell’Eurosistema a dicembre 2019, nell’ultimo esercizio di proiezione pre-pandemia.
Nella seconda metà del 2022 si raggiungerà il livello del PIL osservato nel quarto trimestre del 2019 (cfr. il grafico 14).
Nel contesto dell’incertezza circa l’andamento della pandemia sono stati elaborati due scenari alternativi. Quello moderato considera lo shock pandemico temporaneo, con la rapida attuazione di una soluzione medica che consenta un ulteriore allentamento delle misure di contenimento. In questo scenario, il PIL in termini reali diminuirebbe quest’anno del 7,2 per cento, per poi risalire decisamente nel 2021. Alla fine dell’orizzonte temporale, il PIL in termini reali supererebbe lievemente il livello atteso dalle proiezioni formulate dagli esperti dell’Eurosistema a dicembre 2019. Per contro, lo scenario avverso, caratterizzato da una forte recrudescenza della pandemia, implica il ritorno a rigide misure di contenimento, con perdite di attività rilevanti e permanenti e una diminuzione del 10 per cento del PIL in termini reali nel 2020. Alla fine dell’orizzonte temporale esso si colloca al di sotto del livello indicato nelle proiezioni formulate dagli esperti dell’Eurosistema del dicembre 2019 di circa il 9 per cento.

 

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