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Ufficio parlamentare di bilancio: prevale la cautela

Pubblicato il 07/08/2020 alle ore 16:16:07

Le previsioni macroeconomiche e i possibili rischi. ‒ Le previsioni macroeconomiche per l’economia italiana nel biennio 2020-21 aggiornano il quadro predisposto dall’UPB in aprile in occasione dell’esercizio di validazione delle previsioni del DEF 2020. Per formularle si è tenuto conto delle nuove variabili esogene internazionali e delle informazioni più recenti sulla fase ciclica, in particolare sul PIL del secondo trimestre. Con riferimento alla politica di bilancio si includono le misure già adottate con i DD.LL. 18, 23 e 34 del 2020 (tra cui la eliminazione delle clausole di salvaguardia sulle imposte indirette) e si considera il più recente scostamento di bilancio autorizzato in Parlamento, sebbene non siano stati ancora definiti i provvedimenti che lo utilizzeranno.

 

Le stime per il 2020 si innestano sulla eccezionale contrazione congiunturale del PIL nel secondo trimestre seguita alla battuta d’arresto dei primi tre mesi. Secondo i modelli di previsione di breve periodo dell’UPB, l’attività economica tornerebbe a espandersi nella seconda metà dell’anno, ma con tempi e intensità che restano fortemente incerti. Nel complesso si stima che quest’anno il PIL diminuirebbe del 10,4 per cento (tab. 1); la recessione è stata decisamente attenuata dalla politica di bilancio, che avrebbe sostenuto il PIL per circa 2,5 punti percentuali. Nel 2021, l’attività economica risulterebbe in recupero, beneficiando soprattutto del trascinamento statistico del secondo semestre di quest’anno; l’incremento del PIL, del 5,6 per cento, non sarebbe tuttavia sufficiente a riportare i livelli produttivi su valori prossimi a quelli registrati prima dell’inizio della pandemia; il livello del prodotto lordo sarebbe inferiore a quello del 2019 per circa cinque punti percentuali (anche in termini nominali).


Il quadro di previsione sottende una ripresa graduale ma definitiva dell’attività economica, escludendo quindi l’eventualità di una seconda ondata di contagi che renda necessari nuovi provvedimenti restrittivi alla mobilità. Si sconta inoltre la piena efficacia delle misure espansive di politica economica e di quelle di politica monetaria nel contenere i rendimenti del debito sovrano e sostenere la liquidità di imprese e il reddito disponibile delle famiglie. L’eventuale venire meno di una di tali condizioni comporterebbe non trascurabili rischi al ribasso sullo scenario previsivo. Indipendentemente dalle ipotesi adottate, lo scenario di medio termine appare circondato da un’incertezza straordinariamente elevata, con rischi prevalentemente orientati al ribasso sia sul quadro internazionale sia sugli equilibri finanziari. Non si può escludere un ulteriore indebolimento del contesto internazionale connesso alla diffusione dei contagi in corso. Inoltre, anche quando il virus sarà controllato e l’economia mondiale si riporterà su un sentiero di crescita stabile, eventuali sfasamenti tra le fasi cicliche dei diversi paesi europei potrebbero interagire con la normalizzazione della politica economica, incidendo sui premi per il rischio sovrano richiesti alle economie per le quali il recupero è più lento. Se tale eventualità riguardasse l’Italia, caratterizzata da uno stock di debito pubblico ulteriormente accresciuto dalla crisi, le tensioni finanziarie potrebbero riflettersi in un repentino peggioramento delle attese di crescita.


Fonte - UPB

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