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Bri: mercati troppo poco attenti alla portata della crisi

Pubblicato il 01/07/2020 alle ore 01:31:04

(Reuters) - La Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri) ha esortato le banche centrali a delineare le modalità con cui intendono porre fine alle misure di sostegno per far fronte alla crisi dovuta al coronavirus.


La Bri ha, inoltre, avvertito che i mercati finanziari potrebbero essere diventati troppo poco attenti riguardo alla portata della crisi.


Il gruppo di banche centrali con sede a Basilea ha affermato nella sua relazione annuale pubblicata oggi che l'"improvviso stop" senza precedenti causato dalla pandemia si sta trasformando da un problema di liquidità in una minaccia più fondamentale per la solvibilità delle imprese.

"La pandemia sarà l'evento determinante di una generazione", ha dichiarato il direttore generale della Bri Agustín Carstens.


La redditività a lungo termine di molte aziende sarà messa alla prova nella prossima fase della crisi, si legge nella relazione, con la forza della ripresa che dipenderà dall'evoluzione della pandemia e da quanti danni si lascerà dietro.


Il Fondo Monetario Internazionale ha ridotto le sue previsioni economiche globali ad una contrazione di quasi il 5% all'inizio di questo mese, che, se dovesse realizzarsi, sarebbe la recessione peggiore dai tempi della Grande Depressione degli anni Trenta. Il numero totale di casi COVID-19 ha ormai superato i 10 milioni.


"Le banche centrali sono pienamente consapevoli delle sfide che ci attendono, poiché le prospettive per l'economia mondiale sono ancora molto incerte. Alcune di queste sfide vanno oltre il loro mandato", ha aggiunto Carstens.


Il successo nel calmare i mercati e nel rafforzare la fiducia, tuttavia, ha contribuito ad alimentare l'"esuberanza" del mercato. L'azionario mondiale è sulla buona strada per registrare il miglior trimestre degli ultimi 16 anni e Wall Street il trimestre migliore dal 1998.


"I prezzi azionari e, in particolare, gli spread sulle aziende sembrano essersi disallineati dall'economia reale più debole" e "permangono le frugalità finanziarie sottostanti", ha detto la Bri.

È già iniziata un'ondata di declassamenti del rating del credito - S&P Global da sola ha intrapreso circa 2.000 azioni di rating negativo dall'esplosione della crisi - e si teme che le perdite possano portare ad inadempienze diffuse.


"Questa sembra più una tregua che un accordo di pace", dice il rapporto sulla situazione attuale.


Pur riconoscendo che il virus è tutt'altro che sconfitto, Carstens ha detto che le banche centrali devono preparare i mercati per la rimozione delle misure di sostegno anti-crisi una volta che la situazione inizierà a normalizzarsi.


Quest'anno, le banche centrali globali hanno effettuato circa 150 tagli dei tassi d'interesse, e Bank of America stima che ci sia stato un totale di 1.800 miliardi di dollari di aiuti monetari e fiscali a favore dell'economia mondiale.


"La strategia di uscita è una discussione difficile, tuttavia deve essere presa in considerazione", ha detto Carstens a Reuters, aggiungendo che il mercato deve essere consapevole che lo stimolo extra non ci sarà per sempre.


I governi dovranno continuare a dare il loro aiuto e rimane l'ipotesi che l'inflazione sarà probabilmente sostenuta da tutto il denaro extra iniettato nel sistema.


Uno scenario più preoccupante sarebbe la creazione di una situazione di tipo post-Seconda Guerra Mondiale se una lunga pandemia dovesse lasciare un'impronta molto più grande sia sull'economia globale che sulla sfera politica.


"In questo scenario, il debito del settore pubblico sarebbe molto più alto e il controllo del settore pubblico sull'economia sarebbe molto più forte, mentre la globalizzazione sarebbe costretta a una grande ritirata", ha concluso la Bri.

 

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