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Istat: si ferma l'industria italiana

Pubblicato il 18/09/2019 alle ore 11:07:28

Le aspettative erano ben differenti: 

Ordini all'industria, dato di luglio. Attesa: 1.9%m/m: -2.6% a/a
Fatturato delle industrie, dato di luglio. Attesa: 0.2% m/m: -1.50% a/a


A luglio si stima che il fatturato dell’industria diminuisca in termini congiunturali dello 0,5%. Su base trimestrale mobile l’indice complessivo mostra una contenuta crescita (+0,3%) rispetto alla media dei tre mesi precedenti.
 

Anche gli ordinativi registrano a luglio un calo congiunturale (-2,9%), mentre nella media degli ultimi tre mesi si rileva un modesto aumento congiunturale (+0,1%).
 

La dinamica congiunturale negativa del fatturato riflette cali mensili su entrambi i mercati: -0,6% è la flessione registrata dal mercato interno e -0,4% quella rilevata per il mercato estero. Per gli ordinativi la diminuzione congiunturale deriva da una marcata contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-4,2%) e da una più modesta di quelle provenienti dall’estero (-0,8%).
 

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a luglio gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali del 3,1% per l’energia e dello 0,2% per i beni di consumo; variazioni negative si rilevano per i beni intermedi (-0,3%) e per i beni strumentali (-2,4%).
 

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di luglio 2018), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dello 0,6%, con cali dello 0,8% sul mercato interno e dello 0,3% su quello estero.
 

Nell’ambito del comparto manufatturiero, il settore alimentare registra la crescita tendenziale più rilevante (+4,9%), mentre l’industria farmaceutica mostra il calo maggiore (-10,9%).
 

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce dell’1,0%, sintesi di un leggero aumento sul mercato interno (+0,3%) e di un marcato calo su quello estero (-2,9%). La maggiore crescita tendenziale si registra nelle apparecchiature elettriche (+8,8%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria dei mezzi di trasporto (-11,9%).


https://www.istat.it/it/archivio/233378

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